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Corso Base di Primo Soccorso

Ago 25

 

Corso Base di Primo Soccorso

Si è concluso, presso la sede centrale dell’IPSSEOA “Costaggini”, il Corso Base di Primo Soccorso, BLS (rianimazione) con cenni sulla defìbrillazione (DAE), disostruzione delle vie aeree, gestione dei gravi sanguinamenti, della lesione spinale e dello shock.
Gli studenti del Costaggini hanno partecipato numerosi e con grande interesse alle lezioni tenute dal Dottor Leonardo Umena, Presidente dell’Associazione Rieticuore. L’iniziativa è stata svolta nell’ambito del Progetto di Volontariato  “veniamoci incontro ” che da diversi anni vede coinvolti gli alunni dell’Alberghiero di Rieti in iniziative di grande interesse sociale ed educativo come l’assistenza agli anziani presso la R.S.A. di Santa Rufina e il servizio presso la Mensa di Santa Chiara. Al termine dell’incontro i 57 partecipanti hanno festeggiato con dolci preparati dai loro compagni nei laboratori dell’Istituto.

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5×1000 per il 2014 – Si può fare di più senza essere eroi …

Mag 03

manifesto

Animazione Rieti – Animazione Rieti – Animazione Rieti

Set 20

 

Dal 2013  Rieticuore Onlus è anche Animazione a Rieti  per bambini !!!

 

animiamoci

 

Organizziamo  Animazione  per  bambini  a Rieti  e  Provincia.

Animazione per bambini.  Animazione  per  Feste  di compleanno,   feste a tema,  feste  di  classe,  family day,  cerimonie   e  sagre.   Disponibili  anche  fuori  provincia. Animatori  esperti  in magie, giocoleria e clownerie.  Animazione di  strada, banchetti   e spettacoli.

Chiamaci senza impegno. 

Informazioni:

Leonardo 3398518651; Diana 3339350436;  Sara 3464164704

e-mail:  rieticuore@libero.it

http://leonume.wix.com/animazione-rieti

Letterina di Natale 2011

Dic 18

Quest’anno non indirizzerò la mia letterina di Natale all’ On. Silvio Berlusconi per ovvi motivi; non la indirizzerò neanche al Prof. Monti o al Ministro Balduzzi, al primo potrebbe venir voglia di tassare i pochi Defibrillatori Automatici Esterni in circolazione in Italia e il secondo credo non abbia ancora la possibilità di rendere operativo il Decreto del 18 marzo 2011, destinato a rimanere una bella “legge manifesto” (spero tanto di essere smentito).
Vorrei invece indirizzarla a tutti noi che ci leggiamo giornalmente, a tutti noi che abbiamo dichiarato guerra a l’arresto cardiocircolatorio improvviso, killer silenzioso che miete ogni anno in Italia più di 60.000 persone. Quello che mi chiedo e vi chiedo è di adoperarci affinché il 2012 sia l’anno in cui tutti gli italiani, ma proprio tutti, imparino le semplici manovre della Rianimazione Cardiopolmonare, imparino a salvare una vita.
La nostra associazione quest’anno ha formato alla RCP quasi 600 persone, nelle scuole, associazioni e tra i cittadini. Abbiamo insegnato, dallo studente di 3^ elementare al pensionato, le manovre salvavita e mostrato come si utilizza un DAE e sono certo che, in caso di estrema necessità, queste persone saprebbero accenderlo, collegarlo, fare sicurezza e a richiesta dello strumento erogare la scarica che può rianimare.
E’ impensabile che ci siano ancora persone incapaci di fare una rianimazione cardiopolmonare a un proprio caro, a un amico, a un compagno di palestra o di calcetto, è impensabile che si lasci morire una persona, pensando che “tanto ci penserà il servizio medico di emergenza”. Queste persone non sanno che in quei fatidici 10 minuti possiamo essere l’ago della bilancia tra la vita e la morte. Dobbiamo impegnarci a fare in modo che tutti sappiano che contro l’arresto cardiocircolatorio si può lottare e … magari vincere.
Il Creatore ci ha fatto a Sua immagine e somiglianza per amarLo e servirLo in questo mondo e poi … il più tardi possibile nel Regno dei Cieli.
Si, vorrei anche che tutti gli italiani fossero formati al BLSD, i DAE iniziassero a spuntare come funghi nella nostra penisola e la percentuale di sopravvivenza per l’arresto cardiocircolatorio improvviso arrivasse ai livelli dei paesi civili dove è operativo un programma di defibrillazione precoce. Si, vorrei anche questo, con tutto il cuore, ma sono una persona semplice e mi accontento di poco … che poi poco non è.
Buon Natale

Dona il tuo 5 per mille a: “RIETI CUORE” CF. 90056140578

Mag 29

Dona il tuo 5 per mille a: “RIETI CUORE”

Apr 14

Dona  il tuo 5 per mille a: “RIETI CUORE”

Su tutti i modelli per la dichiarazione dei redditi (Modello Unico, 730, CUD ecc.) compare un riquadro appositamente creato per la destinazione del 5 per mille ad enti no profit. Nel riquadro sono presentate tre aree di destinazione del 5 per mille. Scegli quella dedicata al  “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale”. È sufficiente la tua firma e il numero del Codice fiscale dell’Associazione “RIETI CUORE”

90056140578

e la quota della tua imposta sul reddito sarà devoluta per sostenere i progetti e le attività dell’associazione “RIETI CUORE” .

Ogni  anno in Italia 73.000 persone vengono colpite da arresto cardiocircolatorio e solo  il 2% si salvano. Nei Paesi dove è in atto un progetto di defibrillazione precoce la percentuale di sopravvivenza è salita al 40%. Tale progetto prevede la presenza di defibrillatori sul territorio e corsi di formazione. Rieticuore organizza corsi gratuiti di BLS aperti a tutti, famiglie, studenti  e lavoratori. Rieticuore è impegnata dal 2009 con i progetti “Territorio cardioprotetto”, “Auto salvavita”, “ Sai salvare una vita?, “First Responder” e “Parla con Noi” a combattere la malattia coronarica.  Tutte le Vostre offerte saranno utilizzate per l’acquisto di materiale di formazione, per la RCP e per la Defibrillazione precoce.

Una   donazione  a  Rieticuore  significa  partecipare  a salvare una vita.

oppure fai una donazione sul nostro Conto Corrente Postale n. 9668433

IBAN: IT53C0760114600000009668433

Benvenuti sul Blog di Rieticuore

Feb 22

Installa un defibrillatore!

Feb 22
Sono circa 70.000 all’anno le “morti improvvise” in Italia,  circa 200 ogni giorno.

Qualunque ne sia la causa iniziale (stenosi coronariche, miocardiopatie, squilibri elettrolitici…) l’evento finale e’ nel 90% dei casi legato all’insorgere di un’aritmia fatale : la fibrillazione ventricolare.

Questa e’ un’ aritmia autoperpetuantesi che puo’ essere solo stroncata da una o piu’ scosse elettriche (defibrillazione).

I defibrillatori manuali possono essere impiegati solo da personale medico o paramedico e tutte le nostre ambulanze ne sono provviste.

Va tenuto conto che l’aritmia deve essere interrotta al piu’ presto possibile, altrimenti l’acidosi metabolica che si sviluppa gia’ dopo 2-3 minuti di arresto puo’ vanificare ogni sforzo di rianimazione, anche la piu’ avanzata , anche se eseguita da mani esperte.

Le manovre di rianimazione cardiopolmonare possono tentare di rallentare l’insorgenza dell’acidosi in attesa del mezzo di soccorso dotato di defibrillatore, ma e’ impensabile che un’ambulanza possa intervenire nei primi 3-5 fatidici minuti.

E’ per questo motivo che sono stati ideati i DEFIBRILLATORI AUTOMATICI, apparecchi di semplicissimo uso capaci di rilevare le aritmie potenzialmente mortali e di somministrare la defibrillazione automaticamente. Tali apparecchi, del costo di circa 1000 euro, sono stati inventati per essere impiegati da “laici” cioè da persone che non sono ne’ medici ne’ infermieri. Basta infatti applicare due piastre adesive al torace del paziente e premere il pulsante di accensione. Una voce registrata avverte che sta esaminando l’elettrocardiogramma; in caso di rilevazione di aritmia da defibrillare avverte di allontanarsi e dopo un secondo avviso vocale somministra la prima scarica elettrica. In caso di fallimento della prima scarica l’apparecchio continua il suo lavoro di interpretazione dell’ECG e si prepara ad una successiva scarica.

L’impiego di tale apparecchiatura e’ semplicissimo e non richiede sostanzialmente nessun addestramento. Tali apparecchi sono estremamente sicuri ed economici e dovrebbero essere diffusi su tutto il territorio. In un mio recente viaggio in Irlanda ho notato con piacere che ad una stazione di autobus in un paesino sperduto c’era un cartello ben visibile alla biglietteria : “Automatic Defibrillator available here” (il defibrillatore automatico e’ qui). In molti paesi tale apparecchiature sono per legge presenti nei luoghi dove può essere presente molta gente: aeroporti, stazioni ferroviarie o di autobus, scuole, campi di calcio, cinema, suipermercati.

La possibilita’ di rianimazione efficace sul territorio si aggira attualmnente attorno all’ 1%, gli ultimi studi europei hanno dimostrato che con l’impiego dei defibrillatori automatici dal percentuale i sopravvivenza sale a vaori compresi tra il 25 ed il 74%;si comprende quindi come tali apparecchi siano a mio avviso indispensabili per “giocare l’unica carta” di chi e’ vittima di un arresto cardiaco, in attesa dell’equipaggio di soccorso.

PROGETTO “TERRITORIO CARDIOPROTETTO” – POSIZIONAMENTO DEI DEFIBRILLATORI

Feb 22

I defibrillatori semiautomatici sono sicuramente presenti sulle ambulanze del 118 e  CRI. Dovrebbero essere istallati anche sui mezzi delle diverse Associazioni di Volontariato del Soccorso operanti nel territorio provinciale, sulle unità mobili della Polizia di Stato, Carabinieri, CFS, Polizia Municipale, VV.f. Nelle postazioni fisse presso il Comune, Provincia, Tribunale, aziende del territorio provinciale, istituti scolastici della Provincia, alberghi, siti sportivi e centri commerciali.

Ogni comune della provincia dovrebbe avere un DAE in una postazione fissa disponibile e pronto all’utilizzo.
La realizzazione di questa rete di “defibrillazione precoce” richiede un intenso lavoro preliminare con il coinvolgimento a questa iniziativa delle istituzioni cittadine e provinciali. Non meno importante anche la divulgazione attraverso i media locali per la doverosa sensibilizzazione dei cittadini al tema della defibrillazione precoce. Deve poi essere organizzata una efficiente rete di addestramento di personale “laico” per l’utilizzo dei DAE.

Progetto “sai salvare una vita?”

Feb 22

PROGETTO SAI-SALVARE-UNA-VITA ?    *

Il progetto SAI-SALVARE-UNA-VITA ? si rivolge agli studenti delle Scuole superiori, e alle loro famiglie, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza delle tecnica della rianimazione cardiopolmonare RCP.

Quattro sono le fasi del processo di rianimazione cardiopolmonare:
1. Allarme immediato
2. Rianimazione cardiopolmonare
3. Defibrillazione precoce
4. Soccorso avanzato

Delle quattro fasi le prime due sono le più delicate: fondamentale è la tempestività nell’avvertire i mezzi di soccorso e la capacità di effettuare le manovre RCP che prolungano il tempo utile ai soccorritori per arrivare e prestare le cure necessarie. È dovere di tutti conoscere ed attivare questa “Catena della sopravvivenza”, fondamentale per salvare una persona colpita da arresto cardiaco.

PROGETTO SALVA-GENTE   *

Progetto di defibrillazione precoce preospedaliera con apparecchio semiautomatico nella provincia, il cui obiettivo è quello di ridurre sul territorio provinciale la mortalità per arresto cardiocircolatorio.
L’iniziativa, vasta ed impegnativa, non solo coinvolge i promotori ma richiede la partecipazione di tutti, istituzioni e cittadini per una sanità più efficiente.
*Progetti analoghi sono già stati avviati in altre province italiane  (Como, Rimini, ecc) nell’ottica di realizzare in un prossimo futuro una “Catena della Sopravvivenza” a livello nazionale sul modello già applicato in Inghilterra, Scandinavia, Stati Uniti e Australia ove la percentuale di sopravvivenza da arresto cardiocircolatorio è arrivato al 45%.

PERCHE’  IL PROGETTO SALVA-GENTE?

L’Arresto Cardio Circolatorio ACC,causato nella quasi totalità dei casi da fibrillazione ventricolare, è una delle principali cause di morte nei paesi industrializzati.
Dagli studi clinici pubblicati in Europa e negli Stati Uniti (fonte American Heart Association ed European Resuscitation Council) risulta che l’ACC colpisce una persona su mille, in Italia la stima è di 60.000 persone.
La possibilità di salvare le persone colpite da ACC si riduce del 10% ogni minuto che passa dall’inizio dell’evento. Dopo 5 minuti dall’ACC il cervello e il cuore stesso subiscono danni irreversibili che compromettono la sopravvivenza del paziente anche se è rianimato e anche se il cuore ha recuperato il suo ritmo.
L’unica terapia efficace e comprovata, che deve essere eseguita precocemente per trattare questa aritmia mortale, è la Defibrillazione Precoce (DP) abbinata a una Rianimazione Cardio Polmonare (RCP).
Da uno studio presentato in Italia sull’ACC nel 1994 dalla Regione Friuli Venezia Giulia, denominato “Friuli Venezia Giulia Arrest Cardiac Study (FACS)”, emerge che la percentuale di sopravvivenza da ACC è solo del 2%.
Questo significa che su 60.000 pazienti colti da ACC solo 1.200 sopravviveranno, mentre 58.800 moriranno per un tardivo intervento del servizio di emergenza. Inoltre, un recente studio italiano ha dimostrato, in linea con i dati pubblicati dalla letteratura internazionale, che la percentuale di sopravvivenza dei pazienti colpiti da ACC che giungono al ricovero ospedaliero è del 90% se la defibrillazione è somministrata entro 4 minuti dall’arresto, scende del 50% se viene effettuata tra i 4 e gli 8 minuti, è inferiore al 30% se effettuata oltre gli 8 minuti.
Nei paesi più avanzati – Inghilterra, Scandinavia, Stati Uniti, Australia – la percentuale della sopravvivenza da ACC arriva fino al 45%. Per ottenere tale risultato questi paesi hanno attivato un concetto denominato “Catena Della Sopravvivenza” (CDS) che permette l’allertamento e l’attivazione del sistema di emergenza, con la DP e RCP nei primi 2 minuti: il DAE (Defibrillatore Automatico Esterno) è utilizzato dai volontari e forze dell’ordine.
Infatti, le probabilità che sul luogo dell’ACC arrivi prima un’ambulanza di volontari o un mezzo delle forze dell’ordine rispetto al mezzo del servizio sanitario è quasi scontato.

OBIETTIVI

Scopo dell’Operazione Salva-gente è il trattamento immediato (entro 4 minuti) di un paziente colpito da ACC con Defibrillazione Precoce effettuata dai “First Responders”, personale opportunamente addestrato alle manovre di RCP + DP in attesa del 118.
L’obiettivo finale è quello di aumentare la sopravvivenza dei pazienti colpiti da ACC fino al 40%.