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Archive for febbraio, 2011

Benvenuti sul Blog di Rieticuore

Feb 22

Installa un defibrillatore!

Feb 22
Sono circa 70.000 all’anno le “morti improvvise” in Italia,  circa 200 ogni giorno.

Qualunque ne sia la causa iniziale (stenosi coronariche, miocardiopatie, squilibri elettrolitici…) l’evento finale e’ nel 90% dei casi legato all’insorgere di un’aritmia fatale : la fibrillazione ventricolare.

Questa e’ un’ aritmia autoperpetuantesi che puo’ essere solo stroncata da una o piu’ scosse elettriche (defibrillazione).

I defibrillatori manuali possono essere impiegati solo da personale medico o paramedico e tutte le nostre ambulanze ne sono provviste.

Va tenuto conto che l’aritmia deve essere interrotta al piu’ presto possibile, altrimenti l’acidosi metabolica che si sviluppa gia’ dopo 2-3 minuti di arresto puo’ vanificare ogni sforzo di rianimazione, anche la piu’ avanzata , anche se eseguita da mani esperte.

Le manovre di rianimazione cardiopolmonare possono tentare di rallentare l’insorgenza dell’acidosi in attesa del mezzo di soccorso dotato di defibrillatore, ma e’ impensabile che un’ambulanza possa intervenire nei primi 3-5 fatidici minuti.

E’ per questo motivo che sono stati ideati i DEFIBRILLATORI AUTOMATICI, apparecchi di semplicissimo uso capaci di rilevare le aritmie potenzialmente mortali e di somministrare la defibrillazione automaticamente. Tali apparecchi, del costo di circa 1000 euro, sono stati inventati per essere impiegati da “laici” cioè da persone che non sono ne’ medici ne’ infermieri. Basta infatti applicare due piastre adesive al torace del paziente e premere il pulsante di accensione. Una voce registrata avverte che sta esaminando l’elettrocardiogramma; in caso di rilevazione di aritmia da defibrillare avverte di allontanarsi e dopo un secondo avviso vocale somministra la prima scarica elettrica. In caso di fallimento della prima scarica l’apparecchio continua il suo lavoro di interpretazione dell’ECG e si prepara ad una successiva scarica.

L’impiego di tale apparecchiatura e’ semplicissimo e non richiede sostanzialmente nessun addestramento. Tali apparecchi sono estremamente sicuri ed economici e dovrebbero essere diffusi su tutto il territorio. In un mio recente viaggio in Irlanda ho notato con piacere che ad una stazione di autobus in un paesino sperduto c’era un cartello ben visibile alla biglietteria : “Automatic Defibrillator available here” (il defibrillatore automatico e’ qui). In molti paesi tale apparecchiature sono per legge presenti nei luoghi dove può essere presente molta gente: aeroporti, stazioni ferroviarie o di autobus, scuole, campi di calcio, cinema, suipermercati.

La possibilita’ di rianimazione efficace sul territorio si aggira attualmnente attorno all’ 1%, gli ultimi studi europei hanno dimostrato che con l’impiego dei defibrillatori automatici dal percentuale i sopravvivenza sale a vaori compresi tra il 25 ed il 74%;si comprende quindi come tali apparecchi siano a mio avviso indispensabili per “giocare l’unica carta” di chi e’ vittima di un arresto cardiaco, in attesa dell’equipaggio di soccorso.

PROGETTO “TERRITORIO CARDIOPROTETTO” – POSIZIONAMENTO DEI DEFIBRILLATORI

Feb 22

I defibrillatori semiautomatici sono sicuramente presenti sulle ambulanze del 118 e  CRI. Dovrebbero essere istallati anche sui mezzi delle diverse Associazioni di Volontariato del Soccorso operanti nel territorio provinciale, sulle unità mobili della Polizia di Stato, Carabinieri, CFS, Polizia Municipale, VV.f. Nelle postazioni fisse presso il Comune, Provincia, Tribunale, aziende del territorio provinciale, istituti scolastici della Provincia, alberghi, siti sportivi e centri commerciali.

Ogni comune della provincia dovrebbe avere un DAE in una postazione fissa disponibile e pronto all’utilizzo.
La realizzazione di questa rete di “defibrillazione precoce” richiede un intenso lavoro preliminare con il coinvolgimento a questa iniziativa delle istituzioni cittadine e provinciali. Non meno importante anche la divulgazione attraverso i media locali per la doverosa sensibilizzazione dei cittadini al tema della defibrillazione precoce. Deve poi essere organizzata una efficiente rete di addestramento di personale “laico” per l’utilizzo dei DAE.

Progetto “sai salvare una vita?”

Feb 22

PROGETTO SAI-SALVARE-UNA-VITA ?    *

Il progetto SAI-SALVARE-UNA-VITA ? si rivolge agli studenti delle Scuole superiori, e alle loro famiglie, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza delle tecnica della rianimazione cardiopolmonare RCP.

Quattro sono le fasi del processo di rianimazione cardiopolmonare:
1. Allarme immediato
2. Rianimazione cardiopolmonare
3. Defibrillazione precoce
4. Soccorso avanzato

Delle quattro fasi le prime due sono le più delicate: fondamentale è la tempestività nell’avvertire i mezzi di soccorso e la capacità di effettuare le manovre RCP che prolungano il tempo utile ai soccorritori per arrivare e prestare le cure necessarie. È dovere di tutti conoscere ed attivare questa “Catena della sopravvivenza”, fondamentale per salvare una persona colpita da arresto cardiaco.

PROGETTO SALVA-GENTE   *

Progetto di defibrillazione precoce preospedaliera con apparecchio semiautomatico nella provincia, il cui obiettivo è quello di ridurre sul territorio provinciale la mortalità per arresto cardiocircolatorio.
L’iniziativa, vasta ed impegnativa, non solo coinvolge i promotori ma richiede la partecipazione di tutti, istituzioni e cittadini per una sanità più efficiente.
*Progetti analoghi sono già stati avviati in altre province italiane  (Como, Rimini, ecc) nell’ottica di realizzare in un prossimo futuro una “Catena della Sopravvivenza” a livello nazionale sul modello già applicato in Inghilterra, Scandinavia, Stati Uniti e Australia ove la percentuale di sopravvivenza da arresto cardiocircolatorio è arrivato al 45%.

PERCHE’  IL PROGETTO SALVA-GENTE?

L’Arresto Cardio Circolatorio ACC,causato nella quasi totalità dei casi da fibrillazione ventricolare, è una delle principali cause di morte nei paesi industrializzati.
Dagli studi clinici pubblicati in Europa e negli Stati Uniti (fonte American Heart Association ed European Resuscitation Council) risulta che l’ACC colpisce una persona su mille, in Italia la stima è di 60.000 persone.
La possibilità di salvare le persone colpite da ACC si riduce del 10% ogni minuto che passa dall’inizio dell’evento. Dopo 5 minuti dall’ACC il cervello e il cuore stesso subiscono danni irreversibili che compromettono la sopravvivenza del paziente anche se è rianimato e anche se il cuore ha recuperato il suo ritmo.
L’unica terapia efficace e comprovata, che deve essere eseguita precocemente per trattare questa aritmia mortale, è la Defibrillazione Precoce (DP) abbinata a una Rianimazione Cardio Polmonare (RCP).
Da uno studio presentato in Italia sull’ACC nel 1994 dalla Regione Friuli Venezia Giulia, denominato “Friuli Venezia Giulia Arrest Cardiac Study (FACS)”, emerge che la percentuale di sopravvivenza da ACC è solo del 2%.
Questo significa che su 60.000 pazienti colti da ACC solo 1.200 sopravviveranno, mentre 58.800 moriranno per un tardivo intervento del servizio di emergenza. Inoltre, un recente studio italiano ha dimostrato, in linea con i dati pubblicati dalla letteratura internazionale, che la percentuale di sopravvivenza dei pazienti colpiti da ACC che giungono al ricovero ospedaliero è del 90% se la defibrillazione è somministrata entro 4 minuti dall’arresto, scende del 50% se viene effettuata tra i 4 e gli 8 minuti, è inferiore al 30% se effettuata oltre gli 8 minuti.
Nei paesi più avanzati – Inghilterra, Scandinavia, Stati Uniti, Australia – la percentuale della sopravvivenza da ACC arriva fino al 45%. Per ottenere tale risultato questi paesi hanno attivato un concetto denominato “Catena Della Sopravvivenza” (CDS) che permette l’allertamento e l’attivazione del sistema di emergenza, con la DP e RCP nei primi 2 minuti: il DAE (Defibrillatore Automatico Esterno) è utilizzato dai volontari e forze dell’ordine.
Infatti, le probabilità che sul luogo dell’ACC arrivi prima un’ambulanza di volontari o un mezzo delle forze dell’ordine rispetto al mezzo del servizio sanitario è quasi scontato.

OBIETTIVI

Scopo dell’Operazione Salva-gente è il trattamento immediato (entro 4 minuti) di un paziente colpito da ACC con Defibrillazione Precoce effettuata dai “First Responders”, personale opportunamente addestrato alle manovre di RCP + DP in attesa del 118.
L’obiettivo finale è quello di aumentare la sopravvivenza dei pazienti colpiti da ACC fino al 40%.


Progetto auto-salvagente

Feb 22

Progetto “Auto Salva gente”

Troppo spesso si mettono i DAE in posti centralissimi, ma dove non succede nulla, oppure purtroppo succede ma non c’e vicino neppure un operatore pronto ad utilizzare il DAE.

Allora ho pensato di dare vita  questo:  Progetto “Auto Salvagente”.

Gli ingredienti sono:

un’auto di piccola cilindrata, possibilmente bianca, donata da un’associazione, dal comune, da una concessionaria o da un privato,  deve  essere chiaramente affidabile e non cadere a pezzi, va  considerata l’immatricolazione, assicurazione e varie (€ 600,00);

scritte sulla auto della associazione con  numero di cellulare di riferimento (€ 100,00);

almeno un volontario addestrato al BLSD con patente di guida (€0,00);

una cassetta del pronto soccorso (€ 200,00);

un defibrillatore(€ 1200,00);

una sirena consentita dalla legge con attacco all’accendisigari (€ 50,00);

un cellulare dedicato (€ 30,00).

Totale circa 2200,00 euro.

Con quest’auto, con scritte, muniti di cellulare dedicato, si può girare indomiti per la città  e per il comune.  Se  avviene  un ACI, si può essere allertati in seconda battuta  (dopo il 118) e se,  come talvolta accade per la particolare configurazione del territorio,  siamo più vicini del più vicino servizio sanitario all’infortunato, potremmo iniziare tempestivamente la RCP e eventualmente la defibrillazione in attesa dell’ambulanza.

Questo servizio NON è sostitutivo del 118,  ma può essere di supporto la dove ci siano delle distanze o in caso di più chiamate o particolari emergenze.

Durante l’evento ACI avremmo quindi un operatore BLSD  e un defibrillatore pronti all’evenienza.

Questa auto salvavita può essere utile anche come presidio durante eventi sportivi e sociali.

Potrebbe poi,  oltre a una automobile, essere una motocicletta  (se il tempo lo permette e l’operatore è anche un buon centauro), in questo modo le distanze verrebbero colmate in minor tempo.

Inoltre si potrebbe istituire una vera e propria rete con GPS, ricetrasmittenti e centrale operativa.

Lettera al Presidente del Consiglio – 24.12.2010

Feb 22

Buona sera  Signor Presidente del Consiglio,
In questa vigilia di natale mi consenta questa lettera, perché ho alcune cose da chiederLe:
70000 italiani all’anno muoiono in seguito ad un arresto cardiaco improvviso;
70000 padri di famiglia, madri, imprenditori, avvocati, sindaci, sportivi, elettori italiani, muoiono perché un disegno di legge giace dimenticato in un cassetto;
70000 italiani muoiono perché troppa gente in Italia non  sa che contro l’arresto cardiaco improvviso si può lottare e magari vincere anche se non c’è un medico , un’ambulanza, un ospedale nell’immediate vicinanze;
Lei che porta sempre con se un defibrillatore e personale addestrato alla rianimazione cardiopolmonare perché non sblocca la legge che permetterebbe di avere anche noi un defibrillatore e personale addestrato vicino in quei pochi minuti che fanno la differenza tra la vita e la morte?
Lei che abita così vicino alla Svizzera, che viaggia in Europa e nel mondo, Lei che vede che tutti i paesi industrializzati hanno adottato una politica che prevede defibrillatori ovunque e insegnamento delle tecniche di rianimazione cardiopolmonare nelle scuole, fabbriche ed a tutti i cittadini, come può tollerare che nel nostro paese questi apparecchi salvavita siano presenti in poche aree e magari solo per l’interessamento di privati ed enti di volontariato?
Lei che possiede tante fonti di comunicazione, perché non fa in modo che la gente impari a conoscere questa che è la prima causa di morte in Italia, Europa e nel mondo? Non è ignorando il male che lo si combatte. Quanti Italiani sanno che nei paesi dove sono disponibili defibrillatori nelle piazze, chiese, stadi, fabbriche e dove i cittadini sono stati addestrati alla RCP, la probabilità di sopravvivere all’arresto cardiaco improvviso è salita dal 3 % a sopra il 40% ?
Credo che si possa fare veramente qualcosa se si vuole, magari recuperando un po’ di soldi spesi male nella sanità, come i vaccini influenzali sprecati, le opere sanitarie ove si specula e quanto altro.
Per comperare un defibrillatore basta poco più di mille euro, per un corso BLSD poco più di 50 euro, per salvare una vita solo pochi minuti e questo non ha prezzo.
Buon Natale